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Non lasciate che i silenzi innalzino alti muri venuti su con i pesanti mattoni dei dubbi, delle probabilità,     che portano ad iniziare i pensieri con un “se, forse, magari, chissà, probabilmente, eventualmente”.   Non costruite dighe, semplicemente perché avete paura che le calde acque possano inondarvi.  Lasciatevi idratare, siate “morti a galla” che accordano alle acque il potere di cullarvi, di accarezzarvi, di trasportarvi nei luoghi che non avete mai visitato. Perché, alle volte, tutto ciò che vediamo non è sempre realtà. RDI ♥️ Foto realizzata da RDI

Riflessioni

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Quando fisicamente c’è qualcosa che non va e si è costretti a restare in casa viene facile incontrare la parte debole e la sensibilità che appartiene ad ognuno di noi. E ci si ritrova a fare i conti con i fantasmi lasciati marcire negli armadi del tempo. Ci si ritrova a guardare le paure che ci hanno accompagnati e che ad oggi si inseguono ancora perché hanno trovato un modo furbo per confondersi. Ci si ritrova a dover scavare nel fondo del cuore e magari a riportare a galla qualcosa o qualcuno. Ci si ritrova a comprendere che è inutile giustificare tutti. Quando si vuol bene a qualcuno va bene anche se sbaglia. Ci si ritrova a chiudere gli occhi e a lasciare, ancora una volta, che la penna sia la tua parola … Dio non mi ha donato la capacità di esprimermi verbalmente, nel senso che tutto ciò che dico viene spesso frainteso … ed allora ho sempre usato la mia cara amica penna, un tocco di fantasia ed un pizzico di inventiva. Ed il mondo, come per magia, veniva fuori con i suoi personagg...

Ti ho sognato

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Stanotte ti ho sognato. Non ti conosco. Non so chi sei ma non appena ho incontrato i tuoi occhi vi ho visto le indicazioni giuste che portavano alla strada di casa. Ho appoggiato le mie labbra al tuo orecchio per riferirti il messaggio di un’altra persona ed ho respirato la tua pelle. Mi hai risposto avvicinando la tua bocca al mio orecchio ed hai stampato le tue labbra sulla mia guancia … ed è lì che ho capito chi eri. Eri il sole che bacia la pelle e la luna che nelle notti d’estate, attraverso le piccole finestre, spia i corpi nei letti. Eri il mare che abbraccia e la montagna che protegge. Eri il sale che da sapore alla vita e lo zucchero che la rende dolce. Eri la carezza di una madre e lo sguardo di un bambino. Eri il latte che nutre ed il vino che inebria. Eri la musica che vive nel cuore e la danza che balla nell’anima. Eri il libro più bello che abbia mai letto. Eri l’infinito di cui si parla tanto. Eri ciò di più bello esiste: l’amore. E un giorno ti incontrerò. RDI   Fot...

Gli esseri umani

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 “Guerre, virus, violenze e arroganza” … niente di tutto ciò ci ha portati a fare la cosa più sensata … vivere in pace … e quando viene a mancare la pace non esiste più nulla. Basti pensare che se una persona non è in pace con se stessa non starà mai bene e se è così nel nostro piccolo immaginiamo amplificando il tutto. Avremmo dovuto imparare, stando chiusi in casa con il terrore sia di ammalarci ma anche di tutti i danni a seguire, che forse c’era qualcosa da correggere nel nostro modo di essere. Ed invece nulla. Ne siamo usciti molto più presuntuosi, arroganti, arrabbiati, egoisti ed anche cattivi. Le donne che stanno scappando dalle atrocità di questa guerra, le donne che cercano giornalmente di scappare dalle violenze quotidiane domestiche, le donne che vengono costrette a scendere a patti, le donne che non vengono rispettate, sono la prova che non c’è nulla da festeggiare … stiamo uccidendo il mondo con i nostri modi poco fraterni e la cosa più squallida è che continuiamo a f...
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Quando il vento si è abbattuto  come una furia, lasciando che le foglie secche volassero via in un lampo, sono rimaste solo le radici ed il tronco a sostenermi. Ed ho imparato che le radici erano non solo i parenti stretti ma anche le amicizie vere, gente che non ama chiedere per poi sparlare ma che lo fa solo per condividere il dolore e sostenere l’altro, gente che mette da parte un po’ di se per ascoltare te, gente che ti vuol bene e non ti pugnala alla spalle. Ho imparato che le radici erano anche quelle che sembravano essere delle mere conoscenze e che invece si sono rivelate un grande sostegno. Ho imparato che c’erano anche le radici fatte di nuove amicizie, nate per caso, magari per un mero scambio di battute dentro un negozio, che hanno saputo inserire la chiave giusta nel mio cuore, riuscendo ad aprire nuovi orizzonti. Ho imparato che le radici dove il tronco trova  maggiore sostentamento sono le radici fatte di quell’amore chiamato fede; la fede che ti veste di um...

Fatalità

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Ecco la mia vita. É dipinta su un muro scrostato dove qualcuno ha precedentemente scritto “Non vedo l’ora che questa giornata sia finita”; chissà quanto amaro avrà assaporato o quanto dolore avrà accumulato quella mano che ha trovato la forza per rendere indelebile una frase così.  Mano ferita, mano che voleva urlare al mondo la sua disperazione, mano che ha imbrattato un muro, mano che ha sfidato la notte e gli “omini” che vigilano: bel modo di rompere le righe, di sfidare il mondo senza rischiare troppo. Mi fossi limitato anche io a minacciare la vita così, forse ora mi ritroverei ai piedi di un muro di cinta di un palazzo di periferia, a ridere con i miei amici di una frase scritta con i miei probabili errori grammaticali, invece avevo fame.  Fame di sfidare il mondo intero e lui, lui si è vendicato e mi ha flagellato con la spada del muro, un muro che mi è venuto incontro, che ha strozzato la mia caparbietà ed ha fratturato quel mio sentirmi invincibile. ...

I balconi di Perdindirindina

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Nel paese di Perdindirindina gli abitanti erano soliti trascorrere il loro tempo libero seduti sulle panchine della piazzetta situata nel cuore del borgo. A far da cornice alle loro piacevoli conversazioni vi erano i colorati fiori, che spuntavano dal balcone al di sopra delle loro teste, finemente curati dalle mani della signora Lia. Da mesi però ci si era accorti che la signora Lia, sbadatamente, ogni tanto si ritrovava a versare un po' dell'acqua riservata alla vitalità delle proprie piante, giù nella piazzetta. Quando la signora Rosa si ritrovò a suonare alla porta della signora Lia per avvisarla che una parte della sua acqua era finita nella sua messa in piega nuova nuova di zecca, la convinzione di non aver gettato acqua al di fuori del proprio balcone si impadronì della signora Lia al punto dal non ritenersi costretta a dovere delle scuse alla sua concittadina. Passarono mesi e quegli sporadici eventi divennero molto più frequenti al punto tale che, la signora Rosa s...

SMPE

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Foto realizzata da Fabrizio Giammarco  Qualche mese fa, da un post su Facebook, ho appreso di un concorso letterario dedicato ad Ovidio. Erano anni che nella mia mente navigava la nave di romanzo che parlasse del sommo poeta, magari riportato ai giorni nostri .  Ho voluto "bruciarmi" la possibilità di scriverne un romanzo, presentarlo in un breve racconto per festeggiare il Bimillenario del grande Publio Ovidio Nasone.  Di quel concorso non si è saputo più nulla. A me resta comunque la "maternità". Giorni fa ho acquistato il nuovo libro di Alessandro D'Avenia (uno scrittore che riesce a trasmettermi innumerevoli emozioni). In questa sua nuova avventura letteraria cerca di rispondere alla domanda: "L'amore salva?", attraverso le vite delle donne del passato riferendosi sempre all'archetipo di ogni storia d'amore: Euridice e Orfeo.  Ed ecco che Ovidio torna a bussare alla porta della mia vita ed ho così deciso di aprirgli offrendogli que...

Tanti baci dalla Mesmenia

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Di regola, quando entro in libreria per acquistare un libro che possa allietare le mie, poche ma piacevoli, ore di evasione, mi lascio rapire dal desiderio di masticare le prime pagine, al fine di poter capire se sia "en pendant" con lo stato emozionale del momento. Ma non posso negare che, qualche volta, gli acquisti delle parole stampate su fogli di carta, raccontate dalle menti creative di qualche scrittore, li effettuo nelle stesse ed identiche modalità con cui vivo le emozioni: "di pancia". Che sia un particolare della copertina, o che sia un titolo a stuzzicare la mia curiosità, poco importa, ma d'istinto passo subito alla cassa ad elargire, alla commessa di turno, non solo la cifra che compare sulla quarta di copertina, ma anche il sorriso e lo sguardo di compiacimento per aver effettuato un buon acquisto. E comincia così il mio frenetico programma mentale, con cui cerco di catalogare, tra i vari impegni quotidiani, lo stralcio di tempo in cui potr...

Il cuore di alberi - Per ricordare le vittime di Rigopiano

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Avevo 12 anni il giorno in cui vidi per la prima volta il cuore di alberi. Ricordo che dapprima iniziai a correre tutto intorno ad ogni tronco ma non appena mi inoltrai nell'area interna, avvertii un leggero venticello che mi accarezzò il viso. Mi fermai, chiusi gli occhi e iniziai a respirare a fondo. Finalmente riuscii a sintonizzarmi con quelle ambite sensazioni che inducevano mio padre, anno per anno, a visitare quella zona, non appena il monte Sella si spogliava della coltre di neve che indossava nel periodo invernale. "Ma perché papà non ci porta mai con lui?", chiedevo a mia madre, e lei, con la sua vocina premurosa, accarezzandomi il capo, era solita rispondermi con un: "vedrai che un giorno ci porterà con sé". Mi domandavo perché ci tenesse distanti da quella sua escursione, una gita che programmava con profonda dedizione e che gli procurava un bagliore negli occhi da far invidia alle stelle del cielo. "Papà, ma nel cuore ci vai con i tuoi co...

Correvo con il mio monopattino

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Correvo con il mio monopattino, quella sera, mentre la mamma continuava a ripetere che dovevo stare attento: a quella velocità avrei potuto investire qualche passante!   Ma io mi sentivo sicuro: ero bravo a guidare il mio due ruote. Al parco tutti i miei amici mi temevano e nessuno accettava mai di sfidarmi. Papà invece continuava a ricordarmi che non dovevo allontanarmi troppo; in effetti, con tutta la folla che c'era sarebbe stato facile perderli di vista.   Ma anche in quel caso mi sentivo sicuro: conoscevo a memoria i numeri di telefono di mamma e papà e mi sarebbe bastato avvicinare uno dei tanti poliziotti che si trovavano lì per poter rintracciare i miei genitori. Insomma quella sera mi sentivo sicuro. Sicuro di non poter investire nessuno. Sicuro di non potermi perdere. Sicuro di potermi divertire mentre la musica intorno a me continuava a suonare e i colori avrebbero, di lì a poco, dipinto il cielo della notte. Ma poi ... Poi è arrivato lui ... Un mostro ...

Accendiamo candele che possano illuminare le nostre vite

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Se osservando il mondo dalla finestra della tua vita dovessi provare invidia per la luce che vedi splendere nella casa del tuo dirimpettaio prova a guardare oltre ... Potresti intravede qualcuno che vive in un buio più tetro del tuo  ma che con grande fatica cerca di tenere tra le sue mani molte più candele di quanto sia nelle sue umane possibilità  pur di far splendere un po' di luce Buon Natale

La Madonna che scappa in Piazza

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Accade ogni anno ... che ci sia il sole, a far da padrone nel cielo, o che ci sia la pioggia, poco importa, non c'è sulmonese che si sottrae ad interpretare il ruolo di spettatore dell'evento pasquale, allestito nella piazza della dolce ed antica cittadina abruzzese. Tradizione, religione, credenze e convinzioni accompagnano i passi della folla che si riversa nella vasta piazza dedicata al patriota Garibaldi. Il gran vociare riempe ogni angolo di quello spazio antico per poi silenziarsi, tutto d'un tratto, nel momento in cui il maestoso portale, della Chiesa di San Filippo, si spalanca. L'ingresso in scena della Donna vestita di nero, che trasuda il dolore di una madre a cui hanno squarciato il petto, viene accolto con quel verso onomatopeico, dettato dallo stupore, inconsciamente pronunciato in coro, quasi a voler seguire un copione smistato dagli organizzatori. L'incantesimo del silenzio torna a rivisitare Piazza Garibaldi non appena la Donna inizia a percorre...

Siamo così, noi esseri umani ...

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Siamo così, noi esseri umani, ci autodefiniamo comprensivi, clementi, indulgenti, ma poi cediamo, dinanzi alla lussuriosa tentazione, di accomodarci nelle sale cinematografiche del mondo, per assistere alla proiezione delle vite degli altri ed incarnare la parte da critici, di quei critici dotati di un animo che esala un profumo di aromi spietati e cinici. Ci accomodiamo, accompagnati dai nostri falsi buonismi, sulle poltrone di un cinema, per poi focalizzarci sul malcapitato attore di turno, tralasciando gli ambienti, gli oggetti, le condizioni di vita, il susseguirsi degli eventi che "costruiscono" il film. Registriamo ed interpretiamo ogni minima parola, senza mai accostarla a quel termine non troppo sconosciuto che è "Giustificazione". Attendiamo con suspence il fatidico momento della "scivolata dell'attore" e celebriamo la rovinosa caduta con un sarcastico ed indifferente "Se l'è voluta". Rovistiamo tra le immagini, regi...

Il viaggio dell'anima

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Ogni viaggio nasconde un intangibile bagaglio ... un bagaglio che si cela nella fodera di una valigia stracolma di souvenir e capi di abbigliamento da infilare in lavatrice ...  è un bagaglio fatto di rinnovamenti ... nuove amicizie,  nuove culture, nuove tradizioni, nuove emozioni ... Viaggiare è sinonimo di imparare ... ed io, dal mio ultimo viaggio, ho imparato molto ... Ho imparato a conoscere un suono sconosciuto ...  un suono che è inesistente,  ma che riesce, comunque, a far vibrare le corde della serenità, della pace dei sensi, della protezione, della dolcezza ... è un suono arpeggiato dalle mani della Donna che ha deciso di manifestarsi in un umile paese,  circondato da colline accessibili solo attraverso un percorso fatto di pietre ... è un suono che si ascolta anche ad occhi aperti, che travolge inavvertitamente l'animo,  senza nemmeno esserne coscienti ... Ho imparato a comprendere che, non sempre, tutto ha un...

Caro figlio mio ...

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Caro figlio mio, la vita non sempre ti sorriderà. Da madre, vorrei con tutta me stessa,  regalarti sorrisi indelebili, sorrisi incisi ...  Cesellati non tanto sul tuo viso, ma quanto sul tuo cuore ...  Perché è questo quello che conta nella vita:  ridere e sorridere nell'anima!  Sí, figlio mio, é questa la vita che vorrei regalarti! Vorrei ... ma non posso e non perché non abbia la forza di sostenere le tue lotte,  ma perché, so già da adesso, che qualunque barriera dovessi costruire intorno a te  ci sarà sempre qualcosa,  fuori nel mondo, che ti trafiggerà ...  Vorrei poterti sollevare da tutte le sofferenze, ma sappi che anche quelle, fanno parte della nostra esistenza. Ho dovuto, devo e dovrò lottare  per non soccorrerti tutte le volte che sei caduto, che stai cadendo e che cadrai! Questo é il compito più difficile per un genitore:  attendere che il mondo ti impartisca le lezioni di vita e restare fermo ad aspettare che tu capisc...

Gli anni passano ...

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Sabato scorso abbiamo deciso di andare al mare: avevo preparato tutto ed attendevo mio figlio, accanto alla porta d'ingresso, mentre finiva di prepararsi in bagno. Lo vedevo intento a scolpire i suoi capelli con chili di gel e sorridevo: pensavo al fatto che ci mettesse tutto quel tempo a modellare i capelli e non appena si sarebbe tuffato in acqua, la sua opera d'arte sarebbe svanita nel nulla. Sorridevo ed intanto un nostalgico ricordo mi sfiorava l'animo .... Correva l'anno 1986: era l'estate dei mondiali in Mexico, l'estate in cui tutti credevamo di poter scendere di nuovo nelle strade e festeggiare la vittoria della nostra nazionale per ripercorrere le emozioni provate quattro anni prima. Era l'estate in cui impazzava alla grande, la bionda Ivana Spagna, con la sua "Easy lady" e si trascorrevano pomeriggi interi a discutere sulle origini della cantante. Internet era solo un sogno lontano e per quel poco che si sapeva dai gior...

A te che sei lassù, buon compleanno, amica mia!

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É il primo compleanno che festeggi lassù tra le nuvole, nel celestiale scenario del paradiso. Forse, ti avranno fatto trovare una torta con la glassa gialla, come il colore che hai sempre preferito. Giallo ottimismo: é così che dicevi sempre.  Stamane ho guardato il telefono e mi sono sentita persa: qualunque messaggio avessi mandato a quel numero salvato ancora sulla rubrica, non avrebbe ricevuto alcuna risposta. Ed allora mi sono detta: le scriverò un pensiero con la speranza che da lì tu possa leggere le mie parole e possa trovare il modo per perdonarmi. Sì, mia cara Sabrina, devi perdonarmi per tutte le volte che non ho avuto il coraggio di affrontare, con la tua stessa serenità, il decorso della tua malattia. Ti chiedo scusa per non aver trovato le parole giuste per supportare l'ottimismo che trapelava dalle tue parole. Ti raccontavo di futilità intraviste al di fuori, cercavo di distrarre la tua mente, senza sapere che così facendo, ero io che mi sottraevo all...

Quella stupida domanda!

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Ormai taccio! Taccio. Faccio silenzio, alzo il muro dell'indifferenza con quelle persone che, non appena scoprono di avere dinanzi a loro una "scribacchina" e dopo aver preso opportune informazioni sul libro pubblicato, esordiscono con la fatidica domanda, accompagnata da un sorrisetto ironico: "E' autobiografico?". "Sì, come no!", mi verrebbe da rispondere, "è talmente autobiografico che dovevi capirlo all'istante, non appena ti ho detto che la protagonista è una ragazza single". Quello che mi meraviglia non è tanto l'idea malsana che sfiora le menti di alcuni esseri umani, ma quanto piuttosto l'idea, o meglio, la convinzione secondo la quale se qualcuno scrive, scrive per forza di sé stesso. Forse sono autobiografici solo alcuni capolavori della letteratura. Perchè ci vuole fegato a sviscerare un dolore, una felicità o il proprio cammino esistenziale. Credo che se uno scrittore sia capace di parlare di sé, d...

Ho appena finito di leggere un libro

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Ho appena finito di leggere un libro, il che non è una novità! La peculiarità è che non si tratta dei soliti romanzi; non è uno di quei libri che hanno un inizio ed una fine. Scorrendo lo sguardo su quelle frasi, vi ho solo trovato un inizio, un inizio che una volta compreso, assimilato, può essere propositivo, può spronare, può incoraggiare, può solo far andare avanti. Non ha una fine perché, con le idee citate dall'autore, si può solo migliorare, migliorare per potenziare. Una volta finito di leggerlo non ho potuto far altro che credere e sperare, sì, credere e sperare che qualcosa può ancora cambiare, e questo perché c'è ancora qualcuno che non solo è capace di farlo, ma ha anche lo straordinario entusiasmo e la fantastica forza di voler continuare a combattere contro un sistema sordo, o meglio, un muro di gomma. Parlare in questi tempi di lavoro è molto difficile: citandolo, molto spesso, riacutizziamo i dolori di quelle persone che un lavoro non l'...